Bauhaus-Reedition Blog

marzo 5, 2007

Ludwieg Mies Van der Rohe (1886-1969)

Archiviato in: Bauhaus — blackmonly @ 11:36 am

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Nato ad Aquisgrana, Germania, Mies aiutò a gestire la cava di famiglia fino a quando non entrò nello studio di Bruno Paul, a Berlino, dove iniziò ad apprendere i primi rudimenti di architettura.

Nel 1907 entrò nello studio di Peter Behrens, dove rimase fino al 1912. Sotto l’influenza di Behrens, Mies sviluppò un approccio stilistico basato su una tecnica strutturale avanzata ed il Classicismo Prussiano. Sviluppò anche una simpatia per il “credo” estetico sia del costruttivismo Russo che del gruppo del De Stijl Olandese. Prese grande ispirazione dalle opere di Karl Friedrich Schinkel, per le sue architetture in acciaio e vetro.

Mies lavorò con la rivista G, che nacque nel luglio 1923. I suoi contributi maggiori alla filosofia architettonica dei tardi anni ‘20 e ‘30 li diede come direttore artistico del progetto Weissenhof, sponsorizzato dal Deutscher Werkbund e come direttore della Bauhaus. Durante questo periodo disegnò numerosi edifici, tra i quali il Padiglione di Barcellona e la Villa Tugendhat.

Nei tardi anni ‘30 dovette lasciare il paese, amareggiato, per l’ascesa del potere nazista. Quando arrivò negli Stati Uniti, la sua influenza come designer era già notevole: era stato il direttore della scuola del Bauhaus per molti anni ed aveva vinto numerosi ed importanti concorsi per la progettazione di opere architettoniche.

Famoso per i suoi motti “il meno è più” (“less is more”) e “Dio è nei dettagli” (“God is in the details”), Mies cercò di creare spazi contemplativi, neutrali, attraverso un’architettura basata su un’onestà materiale ed integrità strutturale, con uno studio esemplare del particolare architettonico.
Negli ultimi vent’anni di vita, Mies van der Rohe giunse alla visione di un’architettura monumentale “pelle e ossa” (“skin and bone”). I suoi ultimi lavori offrono la visione di una vita dedicata all’idea di un’architettura universale semplificata ed essenziale.

Mies van der Rohe si stabilì a Chicago, dove divenne il preside della scuola di architettura al Chicago’s Armour Institute of Technology (più tardi rinominato Illinois Institute of Technology – IIT) La sua condizione, accettando il posto, fu che gli fosse concesso di ridisegnare il campus. Alcuni dei suoi più famosi edifici si trovano ancora qui, come la Crown Hall, la sede dell’istituto.

Dal 1946 al 1950, Mies van der Rohe costruì la Farnsworth House per Edith Farnsworth, un ricco medico di Chicago. Fu la prima casa costruita da Mies van der Rohe negli Usa. La casa è rettangolare, con otto colonne d’acciaio divise in due file parallele. Sospeso tra le colonne si trovano due superfici (il pavimento ed il tetto) ed un semplice spazio abitabile racchiuso da pareti di vetro. Tutti i muri esterni sono di vetro, e l’interno è interamente aperto, fatta eccezione per un’area racchiusa da pannelli di legno contenente due bagni, la cucina e camere di servizio. L’aspetto generale della casa, oltre ai vetri, è di un bianco splendente.

Nel 1958, costruì quella che è considerata l’espressione massima dell’International Style dell’architettura, il Seagram Building, a New York. È un grande edificio di vetro, ma controversialmente Mies van der Rohe scelse di inserire una grande piazza con fontana davanti alla struttura, creando uno spazio aperto a Park Avenue.

febbraio 8, 2007

Ottant’anni e non li dimostra

Archiviato in: Bauhaus — blackmonly @ 3:45 pm

Dessau. Il 2 dicembre, con una festa per il suo ottantesimo compleanno, sono stati presentati i risultati del restauro, durato più di dieci anni, dell’edificio del Bauhaus. Nella stessa occasione è stata inaugurata la mostra sulla sua storia, «Icon of Modernism», visitabile fino a marzo.
Fondata nel 1919 a Weimar e ospitata negli edifici di Henry van de Velde, la scuola si sposta nel 1926 negli spazi costruiti dal suo direttore Walter Gropius a Dessau, città industriale sassone alla ricerca di nuovi poli d’attrazione. La nomina d’importanti artisti come Muche e Schlemmer, Klee e Kandinskij, e la possibilità di poter costruire per loro le cosiddette Meisterhäuser (case dei maestri) ne accresce ulteriormente la funzione di centro del Movimento moderno, mentre Dessau accoglie realizzazioni all’avanguardia, come la Siedlung Dessau-Törten (1925-1926) e l’Arbeitsamt (1927-1929), progettati da Gropius, o la Trinkhaus di Mies van der Rohe (1931).
L’edificio del Bauhaus, costruito con una struttura mista, scheletro in calcestruzzo armato e tamponamenti in muratura, si divide in tre blocchi articolati in base alle diverse funzioni: l’ala dei laboratori con la facciata vetrata, l’edificio degli atelier a cinque piani, in cui vivevano studenti e giovani maestri, e l’ala nord a tre piani, dov’era collocata una scuola professionale. Le coperture piane e la terrazza sul tetto poggiano su travi di sostegno in calcestruzzo che consentono la realizzazione di grandi vetrate a struttura metallica. Pareti e soffitti sono intonacati e colorati, i pavimenti sono in ceramica terrazzo, vernice o triolin, un materiale sintetico sperimentale. Colori, illuminazione e arredamenti sono stati sviluppati nei laboratori del Bauhaus.
La scuola viene definitivamente chiusa nel 1932 dai nazionalsocialisti dopo appena quattordici anni di vita. Sarà però il bombardamento di fine guerra a causare i danni maggiori sia alla parte anteriore che alla vetrata, che cede sotto la pressione e il calore. Tamponato con muratura e finestre semplici, l’edificio riprende le attività scolastiche nell’immediato dopoguerra. Lentamente rinasce l’interesse verso l’edificio che nel 1964 viene vincolato dalla Soprintendenza locale e nel 1974 da quella nazionale della Rdt. Trascorreranno ancora due anni prima di un intervento di restauro complessivo che ricostruisce la grande facciata di vetro. L’edificio riprende la fisionomia attuale e nel 1976 inaugura il Wissenschaftlich-kulturelle Zentrum (Wkz), il centro scientifico culturale che ospiterà anche l’archivio del Bauhaus.

Hans Wegner 1914 – 2007

Archiviato in: Bauhaus — blackmonly @ 10:26 am

Il 26 gennaio all’età di 92 anni è morto Hans Wegner designer danese creatore di alcune sedie diventate delle icone del movimento moderno, umile e schivo ai riflettori Wegner nella vicenda del design ha avuto un ruolo chiave, enorme è stato il suo contributo a quella grande spinta di rinnovamento a cavallo degli anni 50 e 60.
Wegner è riuscito a far diventare un cosa sola la grande lezione del Bauhaus, dell’International Style con un tocco organico, scultoreo che è diventata una sorta di marca di riconoscimento per un gruppo di designer danesi tra i quali Arne Jacobsen, Finn Juhl, Borge Mogensen e Poul Kjaerholm.

gennaio 25, 2007

The New Italian Design in scena alla Triennale

Archiviato in: Bauhaus — blackmonly @ 1:30 pm

Il 19 gennaio 2007 presso il Palazzo della Triennale di Milano, si terrà la cerimonia inaugurale della mostra “The New Italian Design” – Il paesaggio mobile del nuovo design italiano”, in scena dal 20 gennaio fino al 25 aprile 2007.
Questa mostra, fortemente voluta ed attesa, presenta i risultati del censimento The New Italian Design lanciato dalla Triennale di Milano in aprile 2006.

Saranno presentati i progetti di 124 designer, selezionati da un gruppo iniziale di 600 aspiranti, che avranno la possibilità di mettere in scena il proprio talento e le proprie idee in una vetrina d’eccezione ed internazionale come quella che la Triennale di Milano offre.
Per evitare di applicare categorie analitiche valide per il design del Novecento a questi nuovi scenari si è preferito coinvolgere advisor, aziende, Maestri, scuole, università, e designer emergenti.

E’ emerso uno scenario complesso ed affascinante, caratterizzato da un furniture design di alta qualità, ma anche di altre forme di design nuove ed emergenti come il food design, il web, graphic, fashion, textile, il design di gioiello, fino al design espresso dai progettisti della multimedialità.
Da non perdere…

gennaio 12, 2007

STORIA DI LE CORBUSIER

Archiviato in: Bauhaus — blackmonly @ 11:41 pm

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Le Corbusier, pseudonimo di Charles Edouard Jeanneret (La Chaux-de-Fonds, Svizzera, 6 ottobre 1887 – Cap Martin, Francia, 27 agosto 1965) è stato uno dei principali architetti del XX secolo; viene ricordato – assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, e Theo van Doesburg – per quello che viene definito Movimento Moderno. Pioniere nell’uso del cemento armato per l’architettura, è stato uno dei padri dell’urbanistica. Membro fondatore dei Congrès Internationaux d’Architecture moderne, fuse l’architettura con i bisogni sociali dell’uomo medio, rivelandosi geniale intuitore della realtà del suo tempo…

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