Dessau. Il 2 dicembre, con una festa per il suo ottantesimo compleanno, sono stati presentati i risultati del restauro, durato più di dieci anni, dell’edificio del Bauhaus. Nella stessa occasione è stata inaugurata la mostra sulla sua storia, «Icon of Modernism», visitabile fino a marzo.
Fondata nel 1919 a Weimar e ospitata negli edifici di Henry van de Velde, la scuola si sposta nel 1926 negli spazi costruiti dal suo direttore Walter Gropius a Dessau, città industriale sassone alla ricerca di nuovi poli d’attrazione. La nomina d’importanti artisti come Muche e Schlemmer, Klee e Kandinskij, e la possibilità di poter costruire per loro le cosiddette Meisterhäuser (case dei maestri) ne accresce ulteriormente la funzione di centro del Movimento moderno, mentre Dessau accoglie realizzazioni all’avanguardia, come la Siedlung Dessau-Törten (1925-1926) e l’Arbeitsamt (1927-1929), progettati da Gropius, o la Trinkhaus di Mies van der Rohe (1931).
L’edificio del Bauhaus, costruito con una struttura mista, scheletro in calcestruzzo armato e tamponamenti in muratura, si divide in tre blocchi articolati in base alle diverse funzioni: l’ala dei laboratori con la facciata vetrata, l’edificio degli atelier a cinque piani, in cui vivevano studenti e giovani maestri, e l’ala nord a tre piani, dov’era collocata una scuola professionale. Le coperture piane e la terrazza sul tetto poggiano su travi di sostegno in calcestruzzo che consentono la realizzazione di grandi vetrate a struttura metallica. Pareti e soffitti sono intonacati e colorati, i pavimenti sono in ceramica terrazzo, vernice o triolin, un materiale sintetico sperimentale. Colori, illuminazione e arredamenti sono stati sviluppati nei laboratori del Bauhaus.
La scuola viene definitivamente chiusa nel 1932 dai nazionalsocialisti dopo appena quattordici anni di vita. Sarà però il bombardamento di fine guerra a causare i danni maggiori sia alla parte anteriore che alla vetrata, che cede sotto la pressione e il calore. Tamponato con muratura e finestre semplici, l’edificio riprende le attività scolastiche nell’immediato dopoguerra. Lentamente rinasce l’interesse verso l’edificio che nel 1964 viene vincolato dalla Soprintendenza locale e nel 1974 da quella nazionale della Rdt. Trascorreranno ancora due anni prima di un intervento di restauro complessivo che ricostruisce la grande facciata di vetro. L’edificio riprende la fisionomia attuale e nel 1976 inaugura il Wissenschaftlich-kulturelle Zentrum (Wkz), il centro scientifico culturale che ospiterà anche l’archivio del Bauhaus.


